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Strategia 3P: Profit, People, Planet

goals 3P

Il servizio caratteristico di HIDRA si basa sulla guida strategica e affiancamento operativo a soggetti privati e pubblici, finalizzati al design ed all’implementazione di percorsi di innovazione strategica mossi da principi  di sostenibilità

Sviluppo sostenibile

Si parla di Strategia delle 3P ovvero, una strategia aziendale che massimizza tre distinte direttrici (il Profitto, le Persone ed il Pianeta)  garantendo una strategia di sviluppo che metta al centro tutte e tre le P contemporaneamente, in altri termini una strategia di sviluppo sostenibile CSR (Corporate Social Resposibility) Negli ultimi anni si è registrato un esponenziale aumento delle persone e consumatori che accedono e scambiano informazioni utilizzando la rete ed i social media:  i comportamenti e le scelte strategiche operate dalle aziende sono costantemente valutate da clienti attuali e potenziali di tutto il mondo: parliamo quindi di sostenibilità ambientale delle aziende e HIDRA Sb propone servizi di consulenza in questo percorso di sviluppo.i
corporate social responsability hidra sb

Ecco perché, parlando di Sostenibilità, focalizziamo l’attenzione su nuovi modelli di business che fanno dell’efficienza nell’uso delle risorse, a tutti i livelli (economico, finanziario, umano, ambientale) una precisa strategia aziendale che ha lo scopo di creare profitto ( e quindi valore per gli Azionisti) e, al contempo benessere per i propri collaboratori, per la società in cui operano in termini di difesa delle disuguaglianze e inclusione rispetto all’ambiente. In una parola: SVILUPPO SOSTENIBILE.

Road Map e Strategia  3P 

Di prassi è poco consigliabile iniziare un viaggio senza essere dotati di una Road Map. E’ l’attuale contesto competitivo che lo suggerisce. Oggi più che pianificare le strategie  sembra opportuno elaborare strategie “flessibili”, frutto di processi di apprendimento di cambiamenti nella direzione di marcia che tengano conto delle caratteristiche del “territorio” circostante. Processi capaci di cogliere come si stia evolvendo lo scenario rispetto a quello ipotizzato, come si stiano muovendo i competitor in questo “territorio” in continuo cambiamento, come stiano evolvendo le esigenze degli stakeholder e cosa si attendono dalla nostra impresa in termini di impatto sulla società, di riduzione dell’impatto ambientale a parità di prodotto e servizio acquistato.

Elaborare una Road Map significa definire ed analizzare la geografia del “territorio competitivo” per formulare adeguate strategie aziendali che tengano in primo piano le esigenze degli Stakeholder.

Scenario planning 

Elaborare uno scenario non significa effettuare una semplice previsione estrapolativa del presente, ma significa attivare un processo (scenario planning)  che coinvolge più persone del management che devono arrivare a condividere un “presagio”.

Le 7 fasi del processo di scenario planning sono le seguenti:

  • analisi e discussione sul macro scenario nel quale ci si trova ad operare;
  • analisi di correlazione tra il configurarsi del macro scenario e l’andamento del comparto di attività;
  • individuazione dei mega trend che stanno caratterizzando il contesto internazionale;
  • impact analysis dei mega-trend;
  • individuazione delle principali possibili evoluzioni del macro scenario;
  • valutazione del permanere o meno, in prospettiva,  di determinate correlazioni tra macro scenario e andamento del comparto di attività;
  • elaborazione di uno scenario condiviso.

Stakeholder engagement

Cos’è lo stakeholder engagement

E’ un processo sistematico di dialogo e coinvolgimento dei principali interlocutori sociali dell’organizzazione nella formulazione delle politiche o strategie aziendali.

Se per la teoria economica classica l’impresa deve mirare esclusivamente alla massimizzazione dei profitti degli azionisti, per la teoria dell’impresa basata sul modello degli stakeholder ciò non è sufficiente e al perseguimento del profitto deve accompagnarsi anche lattenzione per il ruolo che essa svolge nella comunità in cui opera. Infatti, solo attraverso la soddisfazione delle aspettative di tutti gli stakeholder l’impresa è in grado di acquisire legittimazione sociale per operare sul mercato.

Il termine engagement, generalmente tradotto con la parola coinvolgimento, può anche riferirsi a un “impegno, promessa, obbligo, dovere” da cui se ne deduce un elemento caratterizzante: la creazione di un vincolo, di un legame tra stakeholder e organizzazione; nel momento in cui un’organizzazione coinvolge i propri stakeholder si impegna ad ascoltarli e allo stesso tempo a fornirgli delle risposte.

Diviene qui pertinente introdurre brevemente altri due concetti strettamente legati a quello di stakeholder engagement.

Il primo è quello di ACCOUNTABILITY, che tradotto letteralmente significa essere responsabile, ma che nel suo pieno significato indica sostanzialmente il dovere di informare tutti gli interessati su come si è adempiuto alle responsabilità nei loro riguardi. Tipicamente, si esplica mediante i documenti pubblicati per “rendere il conto” a consuntivo sull’ adempimento dell’ impresa alle proprie responsabilità; ad esempio il bilancio di esercizio e il bilancio sociale.

Il secondo concetto chiave è invece quello di INCLUSIVITA’, che richiede di prendere in considerazione le aspirazioni e le necessità degli stakeholder, in tutti i livelli del sistema di rendicontazione, controllo e reporting sociale ed etico. «Sforzarsi per raggiungere l’inclusività significa per un’organizzazione impegnarsi a riflettere, in tutte le fasi di un processo, su quali siano i punti di vista e le necessità di ogni gruppo di stakeholder. I punti di vista degli stakeholder si rilevano grazie a un processo di coinvolgimento che permette che questi vengano espressi senza paure o costrizioni. L’inclusività richiede che vengano considerati anche gli stakeholder senza voce incluse le generazioni future e l’ambiente» (AA1000SES, 2005).

Fondamenti dello stakeholder engagement:

  1. attiene alle strategie di creazione e gestione di relazioni fiduciarie tra un’organizzazione e i suoi stakeholder di riferimento al fine di creare e distribuire valore sociale.
  2. Presuppone un approccio al mercato, definito stakeholder-oriented, che coinvolge l’intera organizzazione e rappresenta un modo di interagire strutturato tra l’organizzazione e i suoi interlocutori principali a partire dalla comprensione dei loro bisogni fino ad arrivare alla soddisfazione delle loro aspettative (Corporate Social responsibility).
  3. Implica la pianificazione e l’implementazione di attività volte a rafforzare la relazione fiduciaria tra impresa e stakeholder necessaria per il raggiungimento degli obiettivi dell’

Strumenti adottati per l’attività di Stakeholder engagement

  1. Stakeholder Analysis Map una mappa percettiva che consente di visualizzare la posizione di ciascun stakeholder rispetto a un tema specifico sulla base di due dimensioni, “Influenza” e “Interesse”
  2. Materiality Matrix Analisi di prioritizzazione dei temi materiali emersi durante l’engagement, rispetto ai quali si potrà sviluppare la propria strategia si sviluppo sostenibile.

Esempi di mercato in questo senso….

Molti brand stanno affrontando l’argomento e stanno compiendo una vera rivoluzione. Due esempi particolarmente efficaci sono rappresentati da Davines (prodotti professionali per la cura dei capelli) e Stella McCartney (brand della moda di lusso).

davines e sostenibilità

La scelta di una struttura molecolare al 100% di origine naturale  si traduce in un efficace payoff che è stato associato alla linea solari che denota un cambio di prospettiva:

… fa bene a te e al  MARE

Dal packaging alla produzione fino agli ingredienti e al coinvolgimento di stakeholder e dipendenti: su questi (e altri) fronti si basa l’impegno in materia di etica e sostenibilità del gruppo Davines.

A partire dal 2018, Davines ha adottato l’analisi LCA (Life Cycle Assessment), metodologia che consente divalutare da un punto di vista quantitativo la sostenibilità dei prodotti in ogni fase del loro ciclo di vita e,conseguentemente, di intraprendere azioni volte a contenerne l’impatto ambientale.

Nel 2018 il gruppo ha scelto di mettere a punto un proprio criterio di classificazione degli ingredienti di origine naturale più restrittivo rispetto alla norma ISO 16128, diffusamente adottata. Tale criterio prevede che un ingrediente venga definito “di origine naturale” solo se presenta una struttura molecolare al 100% di origine naturale (rispetto al 50% previsto dalla norma ISO 16128), senza alcuna componente sintetica. L’azienda ha inoltre aumentato la biodegradabilità delle materie prime contenute nelle formulazioni dei prodotti Davines e Comfort Zone.

Fonte: IlSole24Ore, Sostenibilità, l’impegno di Davines passa dalla produzione agli stakeholder  di Marika Gervasio

Hanno avviato un percorso verso la sostenibilità anche grandi marche come Adidas, Benetton, H&M, Levi’s, Nike, Puma, Valentino e Zara, mentre in Italia sono diverse le piccole e medie aziende che stanno destinando una interessante fetta della loro produzione all’abbigliamento sostenibile. 

Ma un brand che ha puntato tanto sull’ecosostenibilità è Stella McCartney, che per sviluppare la linea di abbigliamento che porta il suo nome ha proposto cashmere creato con il riciclo di vecchie stoffe e denim di cotone organico.

cotone organico moda sostenibile

CSR Business Game

Uno strumento per capire cosa significa in pratica applicare la Corporate Social Responsibility in azienda è il CSR Business Game, strumento che in HIDRA stiamo utilizzando per rafforzare la consapevolezza sulle tematiche della sostenibilità. Come in tutti i business game i partecipanti, singoli o in gruppo, si ritrovano a condurre un’azienda definendone le scelte strategiche, con l’obiettivo di ottenere il punteggio più alto rispetto agli avversari, che si traduce in creazione di profitto economico e di valore condiviso con gli stakeholder.            

Il team OESSE al lavoro con CSR Business Game

csr business game in oesse Nello specifico i giocatori si ritrovano a dover pianificare lo sviluppo aziendale utilizzando sia leve manageriali che di CSR, misurando al termine di ogni manche i risultati ottenuti. I modelli matematici adottati proiettano i dati su 4 periodi successivi misurando gli effetti economici, sociali ed ambientali lungo un periodo temporale di medio termine.

Attraverso questo strumento formativo ed informativo è possibile agevolare la crescita della cultura della sostenibilità nelle persone, verificando i diversi impatti generati a seconda delle azioni scelte.

Contattaci se vuoi maggiori informazioni o per provare questa esperienza all’interno della tua realtà aziendale.

Come MISURARE il proprio percorso di CSR (Corporate Social Responsibility)​

Gestire un’impresa nell’attuale contesto competitivo non rappresenta un compito semplice, oggi più di ieri è necessario dotarsi di adeguati strumenti di direzione, che aiutino a svolgere con efficacia tale compito.

Non si può prescindere dal poter disporre di un sistema in grado di fornire le informazioni per aiutare i vertici a dedicare la necessaria attenzione alla strategia e a facilitare un allineamento della gestione operativa alla strategia stessa lungo le tre direttrici della propria strategia 3P misurando

  • indicatori di Profit economici e finanziari
  • Indicatori di People
  • Indicatori di Planet

Questo è quello che definito il sistema di controllo della propria strategia di Sostenibilità.

E’ un sistema di controllo che amplia i suoi orizzonti passando dalla gestione operativa a quella strategica, da una prevalente focalizzazione su aspetti aziendali interni a variabili di ambiente esterno.

2 gli strumenti più rilevanti: la Balanced Scorecard e il Rating ESG.

Balanced Scorecard 3P Profit People Planet

L’obiettivo di una Balanced Scorecard, intesa come strumento di management strategico, è di comunicare la strategia e di tradurre la strategia in azione, facendo convergere tutte le risorse aziendali verso un orientamento strategico nella gestione dell’impresa orientata ai risultati. Essa è stata recentemente adeguata introducendo i concetti di sostenibilità e creazione di valore condiviso, tipici della Strategia Profit, People, Planet.

balanced scorecard
Fonte HBR Case #107038

Rating ESG

Monitorare, in tempo reale, le prestazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) del vostro portfolio, impostando nuovi benchmark e standards di inclusione/esclusione rappresenta per l’impresa del futuro un elemento imprescindibile. In collaborazione con ECOMATE portiamo nella tua azienda lo strumento

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Tramite un percorso guidato l’algoritmo calcola le prestazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) attraverso 11 moduli di impatto ed oltre 70 tematiche di sostenibilità. Un audit digitale semplice, intuitivo, guidato.

I vantaggi del monitoraggio:

  • Compliance normativa (2014/95/UE) per la vostra DNF (bilancio di sostenibilità)
  • Soddisfa le richieste degli stakeholders (es. governance, consumatori ecc.)
  • Leva di marketing e comunicazione
  • Riduzione del rischio reputazionale (e impatto negativo su tutta la filiera)
  • Ricerca di capitali (IPO e PRE-IPO)
  • Aumento del fatturato (ricerca di mercato Etica-SGR)
  • Mantenimento del vantaggio competitivo (valore strategico)ecomate logo

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Come COMUNICARE bene il proprio percorso di CSR (Corporate Social Responsibility)​

Il principale strumento per divulgare il percorso verso una CRESCITA SOSTENIBILE è

IL BILANCIO DI SOSTENIBILITA’: un must per Hidra

E’ lo strumento attraverso cui un’impresa si presenta all’esterno, ai propri stakeholder, al mercato. Uno strumento di trasparenza con cui è possibile analizzare tutti gli aspetti organizzativi e di performance dell’impresa.

Non c’è una legge che imponga un metodo uniforme ma esistono delle linee guida alle quali ci si può riferire: sono quelle del Global Reporting Initiative, un gruppo no-profit fondato a Boston nel 1997. A luglio 2018 è entrata in vigore la versione aggiornata con le nuove 36 linee guida che aiutano i soggetti interessati a fare relazioni comprensibili, esaustive e trasparenti per rendere conto della propria attività per quanto riguarda temi come la politica adottata nei confronti dei propri dipendenti, le emissioni di gas serra, la cosiddetta impronta idrica e molto altro.  

bilancio di sostenibilità

E’ chiaro che non basta limitarsi ad adottare politiche di crescita sostenibile. Diventa fondamentale per le imprese COMUNICARLO adeguatemente, sia internamente che esternamente, attraverso strumenti di marketing tradizionale e digitale. Un attento piano di Comunicazione, una particolare attenzione alla Brand Reputation, una corretta gestione dei Social Media e del Blog aziendale sono la chiave per l’attuazione di un’efficace politica di CSR che dia la giusta visibilità e aiuti concretamente anche dal lato pratico di accesso al credito, alle risorse umane e materiali. Ulteriori approfondimenti sugli strumenti di comunicazione sono disponibili nell’area SALES & DIGITAL MARKETING

Nuovi modelli di Governance

L’analisi sin qui fatta conferma il delinearsi di nuovi modelli di Governance.

“L’organizzazione interna d’impresa, che regola le relazioni fra i soggetti che a diverso titolo intervengono nello svolgimento dell’attività e che punta a tutelare i diversi interessi coinvolti. L’obiettivo di queste regole è di tutelare la buona gestione e, nel contempo, gli interessi di soci, creditori e dipendenti.”

Questa è la definizione che “Il Sole 24 Ore” attribuisce al concetto di corporate governance. Qui il termine governance è utilizzato al fine di enfatizzare nelle discipline aziendali, il senso di responsabilità che le imprese devono mettere in atto nella loro azione di governo.

Un numero crescente di contributi ha di recente messo in luce il ruolo fondamentale che modelli di impresa orientati a una governance multi-stakeholder o, più in generale, a principi di responsabilità sociale, possono contribuire al successo economico dell’impresa e allo sviluppo socio-economico del territorio in cui essa opera.

La responsabilità sociale d’impresa può esprimere a pieno le proprie potenzialità esclusivamente se interpretata in ottica di modello di governance allargata dell’impresa orientata a una gestione delle relazioni in prospettiva multi-stakeholder.

Il sistema di gestione così inteso prevede l’utilizzo da parte delle organizzazioni di sei strumenti di CSR i quali trovano una loro giustificazione all’interno del meccanismo della reputazione e sono finalizzati ad accrescere la fiducia degli stakeholder verso l’impresa.
Gli strumenti che danno attuazione al modello che fa riferimento all’idea del contratto sociale tra impresa e suoi stakeholder sono (Fonte: EconomEtica 2008):

1) Visione etica d’impresa che non è una semplice affermazione della missione produttiva dell’impresa ma una visione del contratto sociale che l’impresa offre ai suoi stakeholder cioè del bilanciamento equo tra i loro interessi. Essa identifica un criterio etico di bilanciamento tra i molteplici diritti e le molteplici aspettative dei vari stakeholder componendo in un quadro unitario di tipo strategico la missione e i valori dell’organizzazione.

2) Codice etico che enuncia l’insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità dell’organizzazione nei confronti di tutti i suoi stakeholder. Esso contiene i principi che definiscono l’insieme bilanciato dei diritti e dei doveri nei confronti di ciascuna categoria di stakeholder, le norme di comportamento etico per ogni area a rischio e divieti delle forme tipiche di opportunismo, e standard di condotta preventivi
raccomandati.

3) Formazione della cultura di impresa costituita dall’insieme delle attività che sviluppano e adeguano nel tempo la capacità di riconoscere, analizzare e risolvere i dilemmi etici a livello organizzativo e attraverso la quale è possibile comunicare e creare condivisione attorno ai valori e ai principi del Codice etico, oltre che favorire l’introduzione dei diversi strumenti di responsabilità sociale. Essa offre la necessaria competenza per l’interpretazione degli eventi organizzativi alla luce della loro rilevanza rispetto ai principi etici e trasmette il senso di impegno sui principi e le norme di condotta.

4) Sistemi organizzativi di attuazione e controllo che rappresentano l’infrastruttura dell’organizzazione per il sostegno, il miglioramento e il controllo della performance etica, attraverso l’allineamento delle strategie, delle politiche e degli obiettivi aziendali con i valori e i principi etici condivisi. Essi sono costituiti da un comitato etico in grado di rappresentare il punto di vista dei vari stakeholder; da forme di controllo top down (audit), dallo sviluppo di un dialogo bottom up per integrare la CSR negli obiettivi di lavoro e da sistemi di valutazione e incentivazione materiale e immateriale del personale legati ai risultati di CSR.

5) Rendicontazione sociale che prevede la predisposizione di un sistema di misurazione e di raccolta sistematica, organizzazione e comunicazione dei dati relativi all’impatto delle attività dell’organizzazione sul benessere dei vari stakeholder, che comporta la valutazione della coerenza fra i risultati conseguiti e gli obiettivi derivanti dalla missione, dai valori e dal Codice etico; e che presuppone il rilevamento, tramite il dialogo con gli stakeholder, del grado di soddisfazione o insoddisfazione in merito alla corrispondenza fra le loro aspettative, gli obiettivi e i risultati delle attività  dell’organizzazione. La rendicontazione prevede la comunicazione di principi e standard per fornire agli stakeholder parametri di giudizio, l’illustrare la relazione fra performance e impegni, i risultati ottenuti per ciascuno stakeholder (valore economico distribuito, altri benefici o costi allocati) e l’inclusione del punto di vista degli stakeholder (credibilità e rilevanza ).

6)Verifica e certificazione esterna della CSR svolta da un organismo terzo indipendente per accertare la conformità degli strumenti di responsabilità sociale adottati e attuati dall’organizzazione sulla base di evidenze di processo e di risultato per ciascuno strumento; essa accresce la credibilità dell’impresa nei
confronti degli stakeholder.

Soprattutto in ambito corporate compliance vantiamo una pluralità di competenze specialistiche per fornire assistenza nella predisposizione ed implementazione di Modelli Organizzativi ex D.Lgs. n. 231/2001 e di Codici Etici.
Alcuni dei nostri professionisti sono anche membri di organismi di vigilanza ed hanno partecipato ad attività di compliance straordinarie connesse a processi di ristrutturazione di grandi imprese. Assistiamo, inoltre, i nostri clienti nei procedimenti scaturenti da possibili violazioni di compliance, inclusi procedimenti penali e per l’accertamento della responsabilità da reato degli enti, nonché nei procedimenti amministrativi relativi a qualsiasi indagine o procedura aperta dalle autorità competenti.

Trasformarsi in SOCIETA’ BENEFIT

Le Società Benefit (SB) rappresentano un’evoluzione del concetto stesso di azienda: integrano nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Nascono in Italia nel 2016 con una legge che fa del nostro paese il primo stato sovrano al mondo ad avere voluto e consentito società a duplice scopo: profitto e beneficio comune. La legislazione ha chiesto agli imprenditori di puntare sul proprio sogno di sempre, ovvero produrre un beneficio per sè e per gli altri, avendo coscienza che non vi può più essere spazio per l’impresa che, mossa esclusivamente dalla ricerca del profitto, ignori la necessità di concorrere simultaneamente a migliorare le condizioni di vita ambientali e sociali di tutti i cittadini, siano essi clienti, fornitori, portatori di interesse. Da quel momento alcune cose hanno iniziato ad accadere. Questo modello di Governance è frutto di un intenso lavoro: dal 2014, le B Corp® certificate italiane hanno promosso un progetto politico e giuridico coordinato dal Sen. Mauro Del Barba, primo firmatario del Disegno di Legge sulle Società Benefit, depositato nell’aprile 2015. La normativa italiana sulle Benefit Corporation è stata sviluppata da un team internazionale di giuristi, imprenditori e altri stakeholder in armonia con la disciplina delle Benefit Corporation esistente negli USA e attualmente in fase di introduzione in numerosi altri paesi del mondo. Il disegno di legge sulle Società Benefit è poi confluito nella legge di stabilità 2016. La disciplina delle società benefit è contenuta nella legge n.208 del 28/12/2015 (legge di Stabilità 2016) Art.1, Commi 376-384 ed è entrata in vigore a partire dall’1 Gennaio 2016.

Centinaia di imprese hanno scelto di cambiare il proprio statuto, la propria ragione sociale, vuoi perchè si sono riconosciute in questa nuova veste giuridica, nell’idea di impresa che vi è contenuta, vuoi perchè da tempo cercavano una strada per un cambiamento che sentissero proprio e nel contempo parte di un movimento collettivo. Esperienze diverse che hanno segnato una svolta per tutti i partecipanti alla vita di quelle aziende, ma che rappresentano, oggi, un valore più ampio da cogliere a beneficio dell’intero sistema economico italiano. Dati Assobenefit.

Diventare una Società Benefit porta dei vantaggi per tutti gli stakeholder dell’azienda, per clienti e fornitori, per i talenti, per gli azionisti e il management.

Come diventare Società Benefit.

Le imprese esistenti possono diventare società benefit modificando il proprio statuto

In Italia possono diventare società benefit le aziende elencate al libro V, titoli V e VI del Codice Civile. Le aziende di nuova costituzione possono essere costituite come società benefit presso qualsiasi notaio o anche senza notaio nel caso di Srl semplificata. Le imprese esistenti possono diventare società benefit modificando il proprio statuto. La modifica dello statuto richiede di norma un voto a maggioranza qualificata di tutti gli azionisti. La procedura per la modifica dello statuto è identica a quello adottata per qualsiasi altra analoga operazione aziendale con l’aggiunta di una dichiarazione all’oggetto sociale che la società è una società benefit e altre modifiche specificate dalla legge.