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Dal 2022 la raccolta differenziata del tessile diventa obbligatoria

Dal 2022 la raccolta differenziata del tessile diventa obbligatoria

ECONOMIA CIRCOLARE e  SETTORE TESSILE

In occasione della fiera internazionale ECOMONDO 2021, si è discusso di Economia Circolare anche per il settore tessile.  Il mondo del tessile, al momento, è la seconda industria più inquinante al mondo dopo quella petrolifera e, in seguito alla normativa sull’obbligo di raccolta differenziata proprio di questo settore a partire dal 01 gennaio 2022, l’intera filiera è chiamata a riflettere su un reale cambiamento dei processi per poter ridurre l’impatto ambientale e iniziare  a ragionare sui concetti di economia circolare.

Chiamate a discutere le aziende di produzione di filati e dei processi di tintura per cui l’utilizzo di acqua è il primo punto da migliorare. Per 1kg di fibra tinta occorrono dai 50/60 litri di acqua, significa che un’azienda media consuma fino a 30 MILIONI di litri al GIORNO. Recupero e normative per la depurazione sono d’obbligo per questo settore.

Decreto  END OF WASTE e settore tessile

L’end of waste, ovvero la cessazione della qualifica di rifiuto, si riferisce ad un procedimento per il quale un rifiuto, sottoposto ad un processo di recupero, perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto.
Viene regolamentato all’art. 184-ter, “Cessazione della qualifica di rifiuto” del Testo Unico ambientale (D.Lgs. n.152/2006).

Altro punto di fondamentale importanza è quindi la discussione in merito al decreto  END OF WASTE, perché si stima che nel 2022 ci saranno 900 MILA TONNELLATE di rifiuti tessili post obbligo e c’è bisogno della normativa che riconosca il valore del sottoprodotto. L’intera filiera tessile è chiamata a cercare soluzioni che diano una reale risposta al post consumo. Si deve lavorare sull’ idea creativa, prima ancora che della produzione, perché realizzare un prodotto che abbia già scritta una seconda vita prima ancora di morire, è la difficoltà maggiore che saremo costretti a trattare.

Parliamo di ecodesign e progettazione sostenibile, concetti che sono ancora nuovi per molti addetti di settore

Anche UNI ( ente italiano normative ) ha commentato la questione chiedendo a tutti i soggetti di collaborare per poter scrivere le nuove norme che da qui a poco saranno emanate per poter rispondere a quella che diventerà, probabilmente, un’emergenza ambientale. 

Le aziende che ad oggi si sono già organizzate in un percorso sostenibile, saranno  preparate al cambiamento radicale a cui saremo chiamati a rispondere a breve, perché le normative saranno obbligatorie per tutta la filiera di settore e non solo per l’azienda MADRE. 

 

a cura di Erika Guccio, Fashion Labelling & Packaging Consultant

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