Integrated Report

Integrated Report

Che cos’è, quali sono i vantaggi e perché le aziende lo dovrebbero redigere

Quali sono gli asset che creano valore per l’azienda?

Come vengono rendicontati?

Come valutare le azioni di oggi per il miglioramento della performance futura?

E poi, come esprimere gli sforzi e gli investimenti sostenuti per un processo di sviluppo sostenibile?

Il bilancio di esercizio rappresenta lo strumento di rendicontazione ufficialmente riconosciuto e maggiormente utilizzato dalle imprese. Ma è veramente completo per l’analisi e la valutazione delle performance aziendali?

 

Guardando agli investimenti e agli sforzi collegati alle risorse tangibili, il bilancio di esercizio rappresenta una sorta di fotografia. Per la sua struttura, mettendo in luce i risultati  e non le azioni, e quindi focalizzandosi sul risultato nel breve e non sulla strategia, non riesce a far emergere il potenziale di miglioramento delle performance future a seguito degli investimenti fatti.

 

Ma facciamo un ulteriore passaggio. Nella creazione di valore dell’impresa è sempre più evidente il ruolo svolto dalle risorse intangibili. Elementi di natura qualitativa (e non finanziaria), come la fiducia, la fedeltà al brand, l’identità di marca, la reputazione pesano sempre di più nel processo di creazione di valore. E il fatto che non possano essere rendicontati in conto economico e stato patrimoniale costituisce un grande limite del tradizionale report di esercizio. Questi fattori consentono di capire come l’azienda crei valore nel tempo, attraverso la strategia, con un’ottica di medio-lungo termine. Ma allo stesso tempo non trovano corretta esplicazione.

 

Allargando ancor più l’analisi, scopriamo che gli indicatori tradizionali guardano attraverso il punto di vista dell’azionista, lo shareholder. Storicamente l’approccio non era da biasimare, dal momento che l’azionista era il principale detentore del capitale e di rischio. Ora però il focus è cambiato e gli interessi sono bilanciati tra tutti gli stakeholders.

 

Emergono quindi i primi limiti della tradizionale rendicontazione. Ma vi sono altri aspetti dell’evoluzione del fare impresa che hanno portato le aziende a necessitare di nuove soluzioni di rendicontazione.

 

Ci riferiamo alla Responsabilità Sociale dell’Impresa (CSR – Corporate Social Responsibility) e, in un’ottica più allargata, ai processi di sviluppo sostenibile che le aziende sono chiamate a creare. Il ruolo delle aziende si sta infatti ampliando: assieme alla “produzione” (Profit), è necessario pensare al bene sociale delle persone e del pianeta. Profit-People-Planet sono i tre asset strettamente interconnessi tra loro da fissare come fine ultimo dell’attività imprenditoriale, sia nei beni come nei servizi. Detto in altri termini, la strategia deve puntare alla massimizzazione del capitale economico, umano e naturale, attraverso la creazione e redistribuzione del valore.

Le aziende hanno quindi l’esigenza di dimostrare la loro capacità di creare valore nel tempo e non trovano un’adeguata risposta nel bilancio di esercizio. Da qui nasce la necessità di misurare e rendicontare il valore attraverso un nuovo approccio. E conseguentemente si assiste al proliferare di documenti che possano portare alla luce gli asset non finanziari e allo stesso tempo presentare l’intero processo di creazione del valore, per fornire un orientamento verso il miglioramento continuo.

 

Sono quindi nati il bilancio sociale, il bilancio ambientale, il report di sostenibilità. Tanti documenti, ciascuno con la propria validità, ma separati l’uno dall’altro. Se è vero che entrano in rendicontazione i valori intangibili, ancora non esiste un documento che raccolga tutte le informazioni.

 

La risposta a questo problema è stata individuata nel Report Integrato

Andiamolo a scoprire

 

L’Integrated Reporting, o Report Integrato, è una dichiarazione non finanziaria che ha l’obiettivo di descrivere la connessione tra i diversi capitali, sia quelli tangibili che intangibili. Nasce sotto l’ombrello dell’IIRC (International Integrated Reporting Council) per fornire una soluzione ai limiti del tradizionale bilancio di esercizio, ormai insufficiente, e alla confusione generata dall’insorgere di diverse documentazioni non omogenee e non universalmente riconosciute.

 

È uno strumento di reportistica innovativo, che mette in relazione i dati riportati nel bilancio economico, in quello ambientale e nel report di sostenibilità. Tutto in un unico documento, come prevede la Direttiva Europea 2014/95/UE.

A livello di rendicontazione rappresenta una sfida affascinante e un trampolino per nuove ed importanti opportunità, di respiro internazionale.

 

A livello europeo è infatti richiesto uno sforzo da parte delle imprese (per ora quelle di grandi dimensioni) di migliorare la trasparenza delle informazioni di carattere non finanziario, attraverso la corretta comunicazione delle informazioni ambientali e sociali.

 

Sforzo o opportunità?

Ogni processo di cambiamento richiede un iniziale dispendio di energie, che se visto in ottica di miglioramento porta sempre a dei vantaggi.

Vediamone alcuni.

 

Gli asset intangibili entrano in rendicontazione

Si rendono così disponibili in modo chiaro e sancito le informazioni di carattere ambientale, sociale e di governance. Questo consente di effettuare una più completa valutazione della capacità delle imprese di creare valore nel lungo termine.

 

Gli aspetti finanziari e non finanziari sono in un solo documento

Riesce a dare una rappresentazione integrata dell’intero processo di creazione di valore dell’azienda, unendo gli sforzi di oggi per la strategia di medio-lungo termine.

 

Il documento viene redatto pensando a tutti gli stakeholders

Non ci si rivolge più soltanto agli azionisti, ma a tutti gli attori coinvolti con l’azienda: fornitori, dipendenti, collaboratori, clienti,…

 

Crea collaborazione e coesione tra tutti i reparti aziendali

Il documento è il risultato di un lavoro integrato, che prevede la collaborazione tra tutte le funzioni: strategia, operatività, controllo, reporting, marketing. Inoltre accresce la consapevolezza dell’impatto che le singole decisioni di un reparto possono avere sugli altri.

 

Allarga i confini di collaborazione

Partendo da una visione totale dell’azienda, prevede non solo l’interconnessione tra i reparti, ma anche tra esterno ed interno, allargando così le relazioni professionali tra tutti i portatori di valori.

 

Sintesi

Essendo stilato con il principio della materialità, vengono inserite solo le variabili che sono veramente in grado di generare valore nel breve, medio e lungo periodo.

 

I rischi fanno meno paura

Nel raggiungimento degli obiettivi, riuscire a prevedere i rischi permette di evitarli, dove possibile, e di attuare un piano preventivo di correzione nel caso in cui si presentino. Inoltre consente di definire in modo chiaro ruoli e responsabilità.

 

Sostenibilità e 3P

Gli sforzi e gli investimenti effettuati per i processi di sviluppo sostenibile sono rendicontati. Emerge quindi la strategia verso l’equilibrio Profit-People-Planet.

 

Focus sulla strategia e sul futuro

Nel report si parla di strategia, ma soprattutto di come la strategia sia in grado di generare valore attraverso l’utilizzo dei capitali

 

Trasparenza

Il report integrato fornisce in modo chiaro ed immediato un’istantanea di tutti gli aspetti che caratterizzano la realtà aziendale: l’identità, la storia, la mission, i valori, la strategia, la gestione dei rischi, il modello di business. La sua pubblicazione, soprattutto in presenza di assurance di terza parte, consente all’impresa di garantire la veridicità delle proprie affermazioni in ambito ESG, proteggendo se stessa ed i propri Stakeholders dal rischio di Green Washing.

Perché è importante pubblicare il Report Integrato?

 

Da Direttiva Europea, rappresenta un obbligo per tutte le aziende di grandi dimensioni. Per le PMI è invece una grande opportunità, non solo per gli stakeholders, ma anche per l’azienda stessa.

 

La redazione del bilancio integrato rappresenta infatti la fine di un articolato processo che richiede un’analisi interna dell’organizzazione e delle risorse, una definizione degli obiettivi e il monitoraggio continuo. Questo permette di valutare attentamente i rischi e di migliorare notevolmente la capacità decisionale.

 

Solo con la reale volontà di abbracciare il processo di innovazione manageriale, su cui il Report Integrato si basa, si potrà beneficiare dei numerosi vantaggi che esso porta.

 

Sforzo o opportunità?

E’ sempre una questione di scelta e di coraggio

 

La redazione di un Report Integrato è infatti un percorso graduale e progressivo che deriva da una scelta di cambiamento radicale dell’organizzazione. E ad essere coinvolti non sono solo gli adempimenti legati alla rendicontazione. Per redigere un Report Integrato è indispensabile iniziare a ragionare sull’intero modo di concepire le proprie attività. In altri termini, si origina un nuovo Modello di Business e per questo, una volta compiuto il passo, non si può tornare indietro. Dal momento che si agisce a livello di pianificazione strategica, sarà naturale conseguenza estendere il processo anche al Business Plan pluriennale.

 

E a questo tema dedicheremo il tempo necessario nei prossimi approfondimenti.

Gratitudine: Oscar di Montigny a Pordenonelegge con Hidra SB

Gratitudine: Oscar di Montigny a Pordenonelegge con Hidra SB

La rivoluzione necessaria

“La vita ci viene donata, non ci era dovuta: a noi il compito di darle un orientamento riempiendola di senso. E allo stesso modo, in un’epoca minata da incertezza, complessità e ambiguità, l’Umanità intera deve trovare una direzione (…) Dobbiamo ripensare l’economia e l’intera società, ri-animandole, mettendo al centro Noi, le persone, gli esseri umani, e l’ambiente in cui viviamo.” 

Con queste parole Oscar Di Montigny ha esordito e catturato l’attenzione di tutti durante la presentazione del suo ultimo libro “Gratitudine. La rivoluzione necessaria” in occasione di Pordenonelegge 2020, evento voluto e sostenuto da HIDRA SB.

gratitudine: di montigny autografa il libro ad ATENALUX

Costruire nuovi modelli sociali rivoluzionari

Di Montigny ha sottolineato più volte come il dono della vita non ci sia dovuto, è un DONO e proprio per questo tutti dovremmo vivere con il sentimento della gratitudine nel cuore. Provarla noi stessi e suscitarla negli altri: sarà questa la via per costruire nuovi modelli sociali rivoluzionari.

 

La nostra economia basata su modelli lineari “più produci più vendi” non funziona più. Lo sconvolgimento sociale e ambientale rendono questo modello di crescita insostenibile. Per essere sostenibile, lo sviluppo dovrebbe “soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità per quelle future di soddisfare i propri” (Commissione Brundtland, 1987).

Ciò significa garantire una crescita che abbia ritmi compatibili con la conservazione dell’ecosistema, costruire quindi un nuovo sistema di produzione e di consumo in grado di coniugare riduzione dell’inquinamento, riutilizzo dei rifiuti e un consumo più efficiente delle risorse oltre che una maggiore responsabilità sociale delle imprese (CSR).

di montigny pordenonelegge HIDRA SB

“…Abbiamo bisogno di innovatori consapevoli: veri e propri generatori di gratitudine(..)”. Le aziende rispetto ai governi si mostrano più aperte all’innovazione, più agili e ricettive. Sono spinte dalla concorrenza di mercato che le porta ad avere un approccio dinamico, alla ricerca di nuove strategie per conquistare il mercato. Mercato che, oggi più che mai, spinge verso la direzione della sostenibilità sociale ed ambientale. Per questo l’Impresa e le Persone che la compongono devono essere testimoni diretti di Gratitudine, in modo da riuscire a generarla negli altri e comunicare questo messaggio alle generazioni future.

Un percorso che HIDRA ha già intrapreso, insieme a partner come Nord Pas 14000 e Oesse che hanno compartecipato al percorso sulla sostenibilità di PordenoneLegge 2020.  Puoi approfondire il tema nella sezione https://hidrasocietabenefit.it/servizi-di-valore/

Sabrina Brescacin, Responsabile Sviluppo delle strategie di sostenibilità e Bilancio di rendicontazione non finanziaria HIDRA SB

 

SOSTENIBILITÀ NELLE PMI: CONFINDUSTRIA FORNISCE L’ASSIST

SOSTENIBILITÀ NELLE PMI: CONFINDUSTRIA FORNISCE L’ASSIST

La sostenibilità in azienda: fattore sempre più strategico

L’intensa discussione sui temi della sostenibilità dopo una forzata pausa dovuta alla pandemia da Covid19, ha ripreso prepotentemente la scena. Soprattutto nel mondo della finanza, nel quale le banche cominciano a guardare alle imprese in modo diverso, investendo in quelle realtà che tengono conto anche di obiettivi ambientali, sociali e di governante (ESG), oltre a quelli tipici finanziari. Il più grande fondo di investimento globale Blackrock ha recentemente bocciato in assemblea le aziende che stanno compiendo insufficienti progressi per ridurre il rischio climatico. Il gruppo infatti ha annunciato ancora all’inizio del 2020 che la sostenibilità sarebbe entrata come nuovo standard di misurazione per la scelta di investimenti.

La strategia 3P e le PMI

Il piano industriale di ogni singola azienda dovrà quindi includere nella propria strategia di creazione di valore anche indicatori propri di sostenibilità che le consentano di garantire una maggior continuità aziendale. Gli stessi istituti di credito sono tenuti a redigere i bilanci di sostenibilità (Dichiarazione non Finanziaria Dlgs 254/2016) utilizzando indicatori di performance economici, sociali e ambientali. Pertanto la naturale conseguenza sarà valutare la remunerabilità delle imprese attraverso questi indicatori che, monitorati, ridurranno l’impatto negativo dell’impresa. Occorre quindi una nuova visione e una nuova strategia di impresa, in grado di mitigare il rischio aggiungendo qualche fattore di certezza in più. Il successo delle PMI si fonda molto spesso sulla gestione famigliare e sulla creazione di forti rapporti interpersonali in azienda, con un’attenzione estrema alle persone e a tutti gli stakeholder che le circondano, a stretto contatto con il territorio in cui hanno fondato le loro radici. Questi elementi rappresentano una solida base per intraprendere strategie di sostenibilità, molto spesso ancora inconsapevoli e legate alla redditività economico finanziaria. Ciò è dimostrato dal fatto che tra il 2015 e il 2019 una PMI su tre ha intrapreso investimenti green.

La griglia degli indicatori semplificati di Confindustria

Confindustria è la prima associazione di categoria a proporre le proprie linee guida per la rendicontazione non economico finanziaria presentata a Bruxelles. Anche per Confindustria infatti il tema della Corporate Social Responsibility si eleva a fattore di politica industriale, in quanto leva di competitività per le imprese. Come nel caso del bilancio civilistico, anche per la rendicontazione non finanziaria si propongono una serie di indici e principi che permettono la redazione di tale prospetto in modo chiaro e comparabile.

pilastri ESG

Presentazione Dott.ssa Rossana Revello e Prof. Andrea Venturelli, Gruppo Tecnico Linee Guida Confindustria

Confindustria stila in particolare 58 indicatori raggruppati su 3 aree destinati alle PMI:

·      Business&Governance

·      Sociale

·      Ambientale

Scarica la sintesi dei 58 punti al link LINEE GUIDA

Queste linee guida sono basate sui GRI Standards, lo standard di rendicontazione della sostenibilità più diffuso a livello internazionale per la rendicontazione sociale, economica e ambientale. La strada è avviata verso un’obbligatorietà diretta o indiretta, per rimanere o entrare in nuove catene di fornitura, dalle multinazionali alla pubblica amministrazione.

Confindustria ha fornito l’assist, ora tocca alle imprese mettere in rete il pallone e passare in vantaggio, prima di trovarsi a rincorrere il pareggio.

Sostenibilità e supply chain

Sostenibilità e supply chain

In crescita l’esigenza di una supply chain sostenibile

L’ultimo report di CDP, organizzazione fra le più autorevoli a occuparsi di trasparenza e divulgazione di dati ambientali a livello corporate, ha rivelato una crescita del 24% nelle imprese che richiedono ai propri fornitori informazioni dettagliate e misurabili sulle loro prestazioni ambientali.

La ricerca, che si estende su scala globale e ha coinvolto oltre 1500 fornitori di diversi settori e dimensioni, traccia uno scenario che conferma e rafforza un trend già esistente, ovvero l’importanza sempre più rilevante della capacità di un fornitore di condividere dati legati alla sostenibilità.

Pur variando inevitabilmente in base al settore di appartenenza, le informazioni più richieste dalle aziende riguardano impatti, rischi e strategie dei fornitori sul cambiamento climatico, sottoforma di carbon footprint e Life Cycle Assessment, ma risultano in crescita anche le analisi di impatto su risorse idriche e deforestazione.

Come rilevato da CDP, questi dati rappresentano un parametro sempre più impattante sulle decisioni legate alla supply chain e sullo sviluppo e consolidamento delle relazioni con i fornitori da parte delle aziende acquisitrici.

Secondo Dexter Galvin, direttore globale CDP per la supply chain: “Con emissioni della supply chain in media 5,5 volte superiori alle emissioni dirette di un’azienda, la dinamica acquirente-fornitore determinerà se la nostra economia potrà raggiungere il net-zero entro il 2050″, obbiettivo principale delle nuove policy europee in materia di sostenibilità.

Non si tratta dunque solo di rimanere competitivi

Conoscere e comprendere la sostenibilità significa poter anticipare i cambiamenti normativi e politici, identificare e affrontare i rischi legati alla rapida evoluzione del mercato e trarre vantaggio da nuove opportunità.

In linea con le strategie in materia di sostenibilità già messe in atto dai grandi player e con le politiche dell’Unione Europea (ulteriormente rafforzate dal recente European Green Deal), le aziende fornitrici non possono più rimandare strategie ecologiche e di contenimento dell’impatto ambientale che siano credibili e misurabili.

Autore:  Dott. Matteo Cossutta, Specialista Carbon footprinting, life cycle assessment & circular economy 

 

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L’antifragilità: una competenza da sviluppare

L’antifragilità: una competenza da sviluppare

L’antifragilità è una competenza che oggi più che mai va coltivata e sviluppata

Di antifragilità si sente parlare ancora poco. Quando parliamo di modelli organizzativi, le parole che da sempre siamo abituati ad utilizzare sono “robusto” o “fragile”, da qualche anno avvicinate alla stra-abusata definizione di resilienza.

Ma esattamente che cosa significa essere un’organizzazione robusta o fragile o resiliente?

Sicuramente il momento che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova il nostro sistema industriale e produttivo, e forse oggi per la prima volta ci troviamo seriamente costretti a dover rivedere in maniera strutturata tutte queste terminologie. 

Se ripenso al tessuto imprenditoriale e a quello che è stato il percorso dal 2008 ad oggi, credo che sia abbastanza chiaro il concetto di fragilità, e risiede in tutte quelle aziende, che, deboli dal punto di vista finanziario e soprattutto strategico, non sono riuscite a sostenere tutti i contraccolpi e le richieste sempre maggiori di flessibilità a cui il mondo globalizzato sempre di più c’ha sottoposto.

Quando pensiamo al concetto di fragilità, il primo esempio che ci viene in mente è quello del bicchiere di cristallo, bellissimo e unico,  ma estremamente delicato che, a volte, solo asciugandolo, si spezza. 

Pensando invece al concetto di “robusto” lo ritroviamo in quelle aziende che, al contrario, sono riuscite ad affrontare questo decennio abbondante grazie a basi solide e appunto robuste.

Il concetto di robusto può essere ritrovato ad esempio nella  trave del tetto di casa mia, forte e solida, sostiene un gran peso e resiste a sollecitazioni esterne; ma sono veramente sicura che nessun evento potrà abbatterla?

Ecco allora che il Covid-19 ci sta dimostrando che robusto e fragile non sono due concetti alla fine così contrapposti perché un qualcosa di robusto può diventare anche fragile, dipende dallo stress al quale è sottoposto. 

E quindi non è così scontato che le aziende forti finanziariamente, molto organizzate internamente e strutturate nei propri processi siano quelle che stanno traendo beneficio, piuttosto che minor perdita dal momento che stiamo vivendo.

Qualsiasi organizzazione, grande o piccola che sia, è di fatto fragile quando non è in grado di supportare le sollecitazioni esterne che la possono colpire e che sono di 4 diverse tipologie: sociale, economico, culturale e legislativo.

Tutti i teorici stanno dicendo che terminata la pandemia dovremo in maniera resiliente adattarci a tutte le conseguenze che questa lascerà e capire come affrontare il cambiamento che già appare chiaro e che colpirà tutte e 4 le sfere precedentemente elencate.

Stiamo affrontando una vera e propria crisi globale e dire che dietro ogni crisi è nascosta un’opportunità mi sembra un pò troppo semplicistico: provate voi parlare a qualsiasi imprenditore, manager, impiegato, operaio, insegnante o educatore, e dirgli: “Su, stai tranquillo, vedrai che chiusa una porta si aprirà un portone!”. Io non lo biasimerei se la sua reazione fosse quella di chiudervi il telefono in faccia (anche perché siamo in quarantena e la porta non può).

La parola crisi significa “scelta” e dietro ogni scelta vi è sicuramente una possibile opportunità di miglioramento ma è anche certo che vi può essere un pericolo: d’altra parte il vecchio proverbio dei nostri nonni “Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova” ha accompagnato le nostre infanzia facendo crescere in noi tutta una serie di resistenze al cambiamento che poi unite ad uno dei nostri obiettivi primari (la sopravvivenza) fan si che di fronte ad eventi nuovi ed incontrollabili, la nostra prima reazione sia quella della paura.

Quindi per prima cosa rassicuriamoci su questo! Se le prime mattine abbiamo cercato invano la tutina del supereroe che ci porta fuori da questo disastro, se siamo quindi passati alla ricerca su Google di qualche pozione magica per poi limitarci a capire chi ci può portare a casa la spesa, non preoccupatevi, la reazione è naturale.

Certo questo non ci giustifica nel continuare a passare le giornate sul divano in compagnia dell’amico Netflix, anzi.

Dobbiamo sfruttare questo tempo per lavorare su una competenza che da oggi è fondamentale: l’antifragilità!

E giustamente qualcuno mi può chiedere: ma la resilienza non va più di moda?

In realtà essere resilienti significa lavorare sulla nostra elasticità, sul “mi piego ma non mi spezzo” mentre l’antifragilità è il passetto in più, perché mentre sviluppando la resilienza una volta superato il temporale l’organizzazione torna uguale a com’era prima del fatto, con l’antifragilità non solo non vengo danneggiato dalle perturbazioni e dallo stress ma addirittura miglioro, ovvero compio quello che Taleb definisce come “la capacità di prosperare nel disordine”.

Quello che attualmente stiamo facendo è la risposta robusta ad un forte stress: in qualche modo stiamo reagendo e andiamo avanti. Ma un oggetto robusto (e resiliente) per definizione torna al suo stato iniziale una volta terminata la sollecitazione esterna.

È evidente invece che essere Smart significa invertire totalmente il paradigma, passando da un concetto di ore lavorate ad uno di risultati prodotti e questo è un percorso lungo, dove più funzioni aziendali sono coinvolte nella costruzione di un nuovo modello di Business.

L’antifragilità delle nostre aziende la valuteremo qui, quando tra un anno vedremo quante hanno sfruttato questa “prova” per cambiare il loro modo di lavorare, introducendo magari il vero Smart Working.

 

Infatti per l’antifragilità occorre andare a lavorare di anticipo, perché tanto più io imparo a sviluppare un pensiero critico, una capacità di lettura del contesto, tanto più riesco a lavorare coi miei collaboratori passando da una modalità di controllo ad una di delega, sostenendo un approccio collaborativo e di dialogo aperto, entrando nell’ottica di un pensiero volto al miglioramento continuo che altro non è che la vera chiave dell’antifragilità.

Vi voglio portare un esempio reale di come lo stesso servizio può essere effettuato con due approcci completamente diversi.

In questo periodo di quarantena, come immagino la maggior parte di voi, ho cercato di individuare nel mio territorio delle strutture che potessero portarmi i beni di prima necessità a casa.

L’antifragilità è apparsa in maniera evidente parlando con Antonella e Giulia, due imprenditrici che gestiscono due differenti imprese agricole: entrambe oggi effettuano la consegna a domicilio ma con due modalità completamente diverse:

  • Antonella, appena scoppiata l’emergenza, ha mandato una comunicazione tramite tutti i suoi canali social per avvisare come si sarebbe sviluppato il nuovo servizio di consegna a domicilio: il lunedì avrebbe pubblicato l’elenco degli alimenti disponibili, gli ordini si sarebbero fatti online, al termine dell’ordine ti arriva la conferma con l’importo totale e le giornate di consegna sono definite per zone. Servizio che da ormai un mese funziona perfettamente
  • Giulia, appena scoppiata l’emergenza, pubblica su Facebook un elenco dei prodotti disponibili (senza però il relativo prezzo) e le settimane successive aggiorna le disponibilità in giorni non definiti. Una volta inviato l’ordine comunica la giornata di consegna e purtroppo per due settimane, causa troppo carico di lavoro inaspettato, non riesce a consegnare nelle giornate prestabilite e, cosa più grave, non comunica il ritardo. Alla terza settimana, una volta inviato l’ordine, mi comunica che se voglio, essendo loro del mio comune di residenza, sarei potuta andare direttamente a ritirare di persona l’ordine una volta che lei mi avesse comunicato essere pronto.

Le differenze nei due approcci sono notevoli ma, poiché da sempre sono incuriosita da questo famoso Capitale Umano, ho iniziato a farmi qualche domanda perché da una parte il caos di Giulia nell’evadere gli ordini mi sembrava abbastanza scontato rispetto alla tipologia di impresa e all’emergenza che ovviamente non era prevedibile. Ciò che mi stupiva era Antonella (anche se conoscendo il suo approccio imprenditoriale non poi così tanto) e quindi parlando con lei le sue parole sono state: “Sai, questa crisi per noi è stata una grandissima opportunità ma non ti nascondo che da qualche mese stavamo cercando di capire come sopravvivere contro il colosso della GDO e quindi abbiamo iniziato ad osservare cosa succedeva in giro, di cosa avevano bisogno i nostri clienti, e come stava cambiando il mondo con lo svilupparsi di piccole aziende che fanno degli abbonamenti dove settimanalmente ti arriva a casa il menù che decidi. Avevamo quindi iniziato a pensare ad un servizio a domicilio; certo ora siamo partiti di corsa ma sempre di corsa ci stiamo testando per poi potervi fornire un servizio eccellente che continuerà a domicilio anche quando tutto sarà finito”.

 

Questo è il senso dell’antifragilità: osservare il contesto, comprendere le necessità latenti, sviluppare delle modalità nuove di comunicazione dove il digitale va a braccetto con l’analogico, porsi sempre delle domande mettendosi in discussione, allenarsi nel gestire il proprio stress, sviluppare la propria creatività che ci aiuterà quando, qualora ci trovassimo ad affrontare una nuova e diversa tempesta, questa non ci coglierà impreparati bensì consapevoli che dal caos non solo ci rialzeremo, ma ci rialzeremo migliori di prima perché, come disse Bukowsky “Ben venga il caos, perché l’ordine non ha funzionato”.

 

Monica Bortoli, Consulente e Formatrice, esperta nello Sviluppo Risorse Umane HIDRA SB

 

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Mission aziendale e Valori ai tempi del covid-19: si cambia musica

Mission aziendale e Valori ai tempi del covid-19: si cambia musica

Mission aziendale e Valori delle aziende cambieranno 

La gestione dell’emergenza Covid-19 darà sicuramente tempo a tutti gli imprenditori  (visionari, illuminati, pionieri o meno) di riflettere sulle strategie a lungo termine, oltre a gestire ed approfondire operativamente tutti gli strumenti di breve per consentire alla propria azienda di continuare a restare un player nel proprio mercato di riferimento.

O almeno così mi auguro iniziando un vero processo top-down che possa definire i Valori partendo dalla Vision e dalla Mission aziendale, superando l’attuale processo bottom-up con cui vengono in realtà elaborati i medesimi.                                                                      Suvvia… chi non ha nei propri valori aziendali dei concetti avanguardisti  tipo “la qualità produttiva”, ”la disponibilità a soddisfare i propri clienti”, ”l’innovazione” e”il miglioramento continuo” ?

Questi ormai sono fattori basilari, è scontato che ci siano, non possono essere più i veri Valori aziendali coi quali si persegue la Mission.

Significato di Mission

La Mission aziendale è la dichiarazione d’intenti di un’organizzazione o un’impresa, ovvero il suo fine ultimo, ciò che la distingue dai competitor e le consente di raggiungere i risultati prefissati. Definire correttamente la vision e la mission aziendale è il primo passo verso una strategia coerente e duratura, che definisca gli obiettivi connessi ai valori e alle aspirazioni più profonde oltre che ai risultati di un’organizzazione.

E’ venuto il tempo di essere meno timidi e OSARE un po’ di più, di cambiare musica

Sempre senza dimenticare che i Valori vanno poi portati avanti giornalmente per non perdere la credibilità verso i propri stakeholder. Qualunque sia la vostra Mission, questa deve ormai chiaramente essere sempre più affiancata dalla Company Social Responsibility (CSR), che va intesa in duplice direzione:  verso il proprio TERRITORIO e verso i propri DIPENDENTI, che poi altro non sono se non parte fondamentale del Territorio.

La Responsabilità verso il proprio Territorio si badi bene non intesa solo con riguardo ad aspetti come Ecologia, Sostenibilità, etc… ma anche come Promozione del  Territorio, al fine di migliorarlo, farlo crescere per qualità della vita, potenziale di sviluppo, richiamo come bacino d’utenza di possibili futuri impiegati da assumere.Alcune aziende hanno già creato reti di impresa di formazione gratuita per assicurarsi un potenziale futuro di giovani già parzialmente formati  al quale accedere per eventuali assunzioni nel momento in cui dovesse essercene l’esigenza. Altre supportano i Comuni  nello svolgimento di attività o nella creazione di infrastrutture che favoriranno più o meno direttamente anche l’azienda stessa.

La Responsabilità verso i Dipendenti, beh, ho appreso con gioia l’iniziativa di una importante e nota azienda locale, che ha sottoscritto una polizza assicurativa a copertura dei rischi da contagio da Coronavirus.C’è chi ha capito che le aziende sono delle vere e proprie famiglie e non la fanno rimanere solo una frase! Le Aziende devono sentirsi molto più responsabili verso i propri collaboratori, ma ancora prima verso se stesse: quando si assume un nuovo dipendente, visto che gli si pagano stipendio,  ferie, eventuali malattie, contributi pensionistici, etc…beh…sceglieteli bene ma poi CREDETECI.

Se credete di avere le risorse giuste, bene, siete a buon punto e allora MOTIVATELE, fatele divertire, non fate in modo che guardino l’orologio di continuo aspettando con gioia di spegnere il pc, fate si che si fidino dell’azienda come di un familiare, siate flessibili, andate finalmente oltre quel cartellino da timbrare 4 volte al giorno per verificare che abbiano lavorato 8 ore, finitela di imporre straordinari non pagati o sabato mattina al lavoro (a fare poi solo presenza).

Non è più bravo chi sta più tempo in ufficio, è più bravo chi raggiunge prima gli obiettivi assegnati.

E ricordatevi che come si condividono i tempi bui, chiedendo sacrifici, allo stesso modo si devono condividere anche i tempi di successo aziendale. Credetemi, la gente motivata, che si riconosce nei valori aziendali, avrà sulla fronte marchiato il nome dell’azienda, farà il tifo fino alla morte per l’azienda e non passerà mai alla squadra avversaria, fategli capire che state combattendo assieme per una idea vincente e perché siete i MIGLIORI. La vostra azienda sia una sfida e una famiglia allo stesso tempo, e non solo sulla carta.

 

Io porto ancora sulla fronte la scritta Indesit ma, certo, questa è un’altra storia. E’ la storia di un uomo, il Dott.Vittorio Merloni, un Presidente, un illuminato, un comandante che riusciva a farti alzare la mattina con la voglia di andare in ufficio perché avevi da lottare e dimostrare che non eravamo da meno rispetto ai grandi marchi  e sempre con la responsabilità chiara che dalle nostre decisioni dipendevano anche operai, fornitori, e forse un’ intera cittadina.

Un Presidente che poi anche a te, che non contavi nulla, non dimenticava mai di far sentire il suo personale riconoscimento.

Luca Altobelli, Business Development Consultant HIDRA SB

 

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IMPRESA ABILE: un nuovo modello di business e strategia 3P

IMPRESA ABILE: un nuovo modello di business e strategia 3P

Questo è il tema che ha unito in una giornata di formazione i team Hidra sb  e Nordpas 14000, Imprese legate dall’ obiettivo comune di creare valore per i propri Clienti accompagnandoli in percorsi di innovazione strategica mossi da principi di sostenibilità (Profit, People, Planet) , integrando le proprie competenze e conoscenze tecniche ed i propri strumenti operativi al servizio delle Imprese. 

La collaborazione tra le due imprese nasce dalla consapevolezza che i processi di innovazione strategica dei modelli di business , impongono di dover entrare in relazione con i propri stakeholder e trovare soluzione a bisogni organizzativi, sociali e ambientali da misurare e comunicare nel modo adeguato.

L’IMPRESA ABILE DIVENTA ABILITANTE ALLO SVILUPPO DELLA STRATEGIA 3P PROFIT, PEOPLE, PLANET

Il futuro sostenibile è possibile, ma solo come progetto comune, intendendo la sostenibilità in un’accezione sistemica che coinvolge direttamente lo sviluppo ambientale, sociale ed economico, quella che viene anche detta Strategia 3p Profit, People, Planet.

L’impresa abile, diventa abilitante della sostenibilità che pone al centro la persona e il suo benessere per la buona performance dell’organizzazione, con la consapevolezza dell’importanza che fare rete tra imprese, istituzioni e società civile va oltre le finalità e i ruoli di ognuno.

impresa abile

L’Innovazione non è soltanto quella tecnologica, quella digitale  o la conquista della tecnica. Essa dovrebbe partire dal desiderio di innovare prima di tutto noi stessi, animati dal desiderio sincero e forte di servire l’uomo, producendo qualcosa di buono e di bello. Tale sentimento è mosso dall’Etica e dalla consapevolezza di essere parte di un insieme, chiedendosi costantemente come migliorarlo.

Quando il sentimento di miglioramento è limitato a se stessi, la capacità innovativa risulta minore.

“Definiamo innovazione sociale le nuove idee (prodotti, servizi e modelli di business) che soddisfano dei bisogni sociali in modo più efficace delle alternative esistenti, e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni. In altri termini si tratta di innovazioni che sono buone per la società e che accrescono le possibilità di azione per la società stessa.” (R. Murray, J. Caulier Grice e G. Mulgan)

L’adozione di principi di sostenibilità nel governo d’impresa e la conseguente rendicontazione annuale
delle performance, nei Bilanci di Sostenibilità, rappresentano un elemento distintivo delle aziende che
compiono tale scelta. Esse intraprendono un percorso virtuoso in continuo divenire formalizzando i
valori di riferimento (codice etico e carta valori), politiche e strumenti di gestione (sistemi di gestione
certificati, politiche ambientali), misurazione delle performance 3P Profit, People, Planet. Tutto ciò è
possibile ed efficacemente realizzabile attraverso l’ascolto degli stakeholder e la corretta identificazione delle tematiche materiali che legano e connettono l’Impresa con l’Ambiente e la Società.

Parlare quindi di Responsabilità sociale d’impresa come l’integrazione volontaria di preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle operazioni commerciali non basta più. Un’impresa diventa sostenibile quando integra le implicazioni di natura etica negli obiettivi economici, sociali e ambientali, che interdipendenti tra loro contribuiscono a soddisfare le aspettative più ampie della società.

Sabrina Brescacin, Specialista Sostenibilità Ambientale e Responsabilità Sociale di Impresa

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HIDRALAB_SOSTENIBILITA’ IN AZIONE casi pratici di eccellenza logistica

HIDRALAB_SOSTENIBILITA’ IN AZIONE casi pratici di eccellenza logistica

Nasce HIDRALAB: il laboratorio della Sostenibilità  13.02.2020 ore 17.00

HidraLab è un luogo fisico e virtuale dove creare contaminazione di esperienze e dare spazio all’Innovazione Strategica Sostenibile.

Ciò che viene chiesto alle aziende  non è solo “fare meglio”, cioè più efficacemente ed efficientemente,  ma “fare cose diverse” e “farle in modo diverso”, con lo sguardo sempre rivolto ai bisogni del cliente finale, delle persone coinvolte in tutto il processo produttivo e dell’ambiente che ci circonda. Oggi è necessario porre attenzione a tutti gli Stakeholder. 

Significa ritrovare le origini dell’eccellenza industriale italiana, nata nel dopoguerra negli anni 50, basata sul gusto del bello e del fatto bene …  Significa mettere a frutto nella vita d’impresa di tutti i giorni i valori civili, culturali e artigianali che hanno fatto crescere nel mondo il Made in Italy ed il Nord Est, da sempre locomotiva industriale italiana. 

La vera missione è promuovere e supportare l’imprenditoria basata sui valori che hanno fatto crescere il Nord est adottando  ogni nuova opportunità fornita dalle tecnologie 4.0, dalle conoscenze delle persone, dal network e dalle relazioni. 

Oggi in Hidra nasce il concetto di Impresa Abile sotto il cappello della strategia 3P

Colei che crea valore per i clienti e per la società, che è alla ricerca di valore, ma oggi con un obiettivo nuovo: non solo per dividerlo, bensì per moltiplicarlo. Un’impresa che crede che il tutto sia maggiore della somma dei suoi singoli, sempre attenta alla visione d’insieme e agli impatti delle sue azioni,  inserita così in un circolo virtuoso di creazione di valore (shared Value).

L’impresa Abile è un mezzo per raggiungere un fine: lo sviluppo sostenibile


Impresa Abile …. ovvero l’impresa che attraverso i suoi valori, competenze, relazioni, persone, capacità di flessibilità, innovazione, creatività diventa un mezzo per abilitare lo sviluppo sostenibile.

L’impresa Abile deve rendere il proprio modello di business antifragile. L’antifragilità è l’evoluzione del concetto di resilienza, ed  è una caratteristica che tutte le imprese dovrebbero adottare. Essere antifragili significa non solo “piegarsi e non spezzarsi”,  sopportando il caos in attesa di tempi migliori.

Essere antifragili vuol dire essere in grado di trarre un miglioramento dallo stress dato dagli agenti esterni 

Un’impresa antifragile  incorpora opzioni strategiche che permettono di amplificare gli impatti positivi, limitando quelli negativi, derivanti da discontinuità sempre più frequenti quanto meno prevedibili. Se sottoposta a uno shock un’impresa fragile (così come un sistema di imprese) si danneggia, una robusta resiste, una antifragile migliora. 

Il compito di HIDRA è quello di accompagnare e stimolare il percorso di trasformazione  dell’impresa da “poco utile” ovvero focalizzata solo su stessa e sul profitto che non troverà più, ad “abile” ovvero aperta e protesa verso uno sviluppo sostenibile.

Il primo HidraLab GIOVEDI 13/02/2020 ore 17.00 presso il Polo Tecnologico di Pordenone.

SOSTENIBILITA’ IN AZIONE: casi pratici di eccellenza logistica

Parleremo di casi pratici e metodologie operative per efficientare i costi della logistica, massimizzando il livello di servizio al cliente. Un aiuto concreto a diventare un’ IMPRESA ABILE.

SCARICA IL PROGRAMMAhidralab1 (programma)

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Innovazione e Sostenibilità: la creazione di valore passa per le Persone.

Innovazione e Sostenibilità: la creazione di valore passa per le Persone.

Il futuro non è più quello di una volta.

Così sosteneva il poeta e filosofo Paul Valery nei primi del 900. E come non essere d’accordo, basta fermarsi ad analizzare come sono cambiate le abitudini di acquisto dei consumatori dagli anni 80 ad oggi per capire che le logiche di pianificazione e di gestione delle aziende devono continuamente evolversi per rimanere al passo coi tempi e con le diverse richieste provenienti dal mercato.

Dall’attenzione alla qualità di prodotti realizzati in larga scala degli anni 80 si è arrivati all’ ecostenibilità di prodotti customizzati, ovvero realizzati su specifiche richieste del consumatore nel rispetto di più variabili: le funzionalità di uso, la rispondenza al gusto ed alle specifiche di stile e design dell’utilizzatore, il rispetto e l’ottimizzazione delle risorse ambientali.

Ma quante aziende hanno realmente percepito il radicale cambiamento di rotta in corso?

Quanti sono in grado di leggere i segnali provenienti dall’ambiente ( non solo ecosistema naturale) che stanno chiedendo a voce sempre più alta un radicale cambiamento delle logiche di governo dell’economia e, conseguentemente di gestione aziendale, a prescindere dalla dimensione e dalla localizzazione geografica dell’impresa?

Si parla di innovazione e digitalizzazione dei processi pensando che un “super computer” possa risolvere problemi organizzativi e produttivi che nessuno è stato in grado di risolvere negli anni.

Si parla di sostenibilità pensando che basti fare la raccolta dei rifiuti differenziata (dove si fa) o acquistare un’auto ibrida per salvare il pianeta.

Ovviamente tutto ciò è necessario ma non è sufficiente.

Il vero pilastro  dell’innovazione e della sostenibilità sono le PERSONE.

 

Senza le persone non ci sarebbero le idee innovative, agevolate e rese più efficienti dalla disponibilità di informazioni elaborate da “super computer” e realizzate da macchinari sempre “più connessi alla rete”.

Senza le persone, senza la loro intelligenza e senso di responsabilità non ci sarà più il pianeta tra qualche decina d’anni.

Oggi un’azienda che vuole continuare ad essere protagonista nel proprio mercato ha una sola via, quella dello Sviluppo Sostenibile, ovvero una strategia di sviluppo che focalizza l’attenzione e massimizza tre variabili contemporaneamente: le Persone e la società, il Pianeta, e così facendo realizza un PROFITTO di lungo termine. Questa è la base di quella che viene chiamata Strategia delle 3 P Profit, People, Planet, un modello di sviluppo che soddisfacendo le esigenze delle persone che vivono in una società a contatto con le risorse ambientali, genera valore duraturo  per se stessa e per la comunità.

“Una società sana ha bisogno di imprese di successo poiché nessun programma sociale può competere con l’operato del business quando si tratta di creare lavoro, salute e innovazione che migliori gli standard di vita e le condizioni sociali nel tempo”

M.Porter 2011

Questo modello di sviluppo, che mette assieme Innovazione e Sostenibilità, sta sempre più prendendo piede anche sulla scia dei movimenti ambientalistici mondiali. Le statistiche danno ragione alla teoria di Porter, fonti Istat 2019 riportano che le aziende che investono in strategie di sviluppo sostenibile crescono mediamente del 15% all’anno, così come ricerche di Fondazione Nord est riportano che le nuove generazioni di consumatori sono disposte a pagare di più, prodotti e servizi a basso impatto ambientale ed alto contenuto di sostenibilità.

Hidra società benefit, attua programmi di efficientamento dei processi aziendali (sia produttivi che di ufficio) e iniziative di supporto alla ri-progettazione della propria strategia di prodotto e di comunicazione ispirandosi ai principi della Sviluppo Sostenibile delle 3 P.

Ci piace sottolineare la capacità di accompagnare le Aziende sul “cosa e sul come” fare impresa in modo sostenibile comunicando agli stakeholder, attraverso il report di sostenibilità, la modalità con cui hanno creato valore. Per fare tutto ciò ci avvaliamo, oltre che della nostra esperienza interfunzionale maturata negli anni, di strumenti di analisi ed elaborazione dei dati 4.0,  di collaborazioni con eccellenze del nostro territorio: Isia Roma Design sede di Pordenone (un ente universitario specializzato in design industriale), il Polo Tecnologico di Pordenone, l’Università di Trieste Facoltà di Ingegneria (dove sono docente a contratto dal 2016), NordPas 14000 srl, società esperta nell’implementazione di sistemi di gestione integrata.

 

Autore:  Dott. Francesco Lagonigro, fondatore HIDRA SB

 

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ECOMONDO: Misurare e Comunicare la propria Strategia 3P

ECOMONDO: Misurare e Comunicare la propria Strategia 3P

Sala VERDE hall Sud ore 11.00
 

Misurare e Comunicare la propria Strategia 3P: Profit, People, Planet.

La valenza della Strategia di Sviluppo Sostenibile è generalmente riconosciuta quale unica via per una crescita e creazione di valore di lungo termine.
Essa è basata sulla generazione del profitto d’impresa attraverso la ricerca di efficienza economica e organizzativa, l’attenzione al benessere delle persone e della comunità e l’utilizzo rispettoso delle risorse ambientali.

In un solo concetto: CREAZIONE DI VALORE CONDIVISO.

Creare valore condiviso però non basta, esso va misurato e comunicato a clienti, fornitori, comunità locali proprio come altre strategie di impresa; a questo serve il bilancio di sostenibilità.

Obiettivo del workshop è la condivisione di esperienze di successo di PMI e best practices per la miglior implementazione e comunicazione della strategia Profit, People Planet.

Programma: ore 11.00
Francesco Lagonigro – Ceo Hidra srl Società Benefit

• Introduzione e Benvenuto
• Cosa significa creare valore condiviso
• Le 3 P dello sviluppo sostenibile: Profit, People, Planet
• Misurare e Comunicare il valore: Vision, Mission e… Bilancio di Sostenibilità

• Esperienze e testimonianze:
Q-81 Strumento per la gestione del Bilancio di Sostenibilità Luca Causser – Ceo Nord Pas 14000 srl
CONTARINA SPA Silvia Crosato – HR Manager
LUCART SPA Tommaso De Luca – Marketing Manager

Hidra srl Società Benefit accompagna le aziende nell’implementazione delle strategie di sviluppo sostenibile attraverso l’applicazione di tecniche Lean, strumenti di crescita e sviluppo continuo e Circular Economy.

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La Strategia delle 3 P per guidare lo sviluppo sostenibile

La Strategia delle 3 P per guidare lo sviluppo sostenibile

Un’azienda può essere considerata sostenibile se crea valore nel lungo termine per tutti gli stakeholder coinvolti nella propria attività. Questa visione si discosta dal concetto di creazione di valore secondo la quale l’azienda deve creare valore per i propri azionisti (o soci), approccio che ha caratterizzato le teorie economico aziendalistiche degli anni ‘80, ‘90 e 2000.  Secondo la “nuova” visione, stakeholder sono tutte le categorie di soggetti che interagiscono con l’Azienda aspettandosi un ritorno oggettivo di valore e quindi: Collaboratori, Clienti, Fornitori, Enti Finanziari, Comunità locali, Stato, Ambiente e … Azionisti.

L’impulso più recente alla diffusione del concetto di sviluppo sostenibile si è avuto grazie all’introduzione del principio della Corporate Social Responsibility (CSR), in virtù della quale le aziende hanno delle responsabilità sociali, oltre a quelle di massimizzazione del profitto a vantaggio degli azionisti; da qui l’allargamento dei soggetti ai quali si rivolge l’azione imprenditoriale. Nell’ambito dell’accounting, vengono proposti modelli per la rendicontazione (per lo più volontaria) che rappresentino gli impatti dell’azione aziendale sui temi sociali ed ambientali, integrando la prospettiva di rendicontazione economico-finanziaria con quella Ambientale e Sociale.

In questa logica si è iniziato a parlare di Strategia delle 3P ovvero, una strategia aziendale che massimizzi tre distinte direttrici: il Profitto, le Persone ed il Pianeta. Massimizzare le tre direttrici significa garantire una strategia di sviluppo che metta al centro tutte e tre le P contemporaneamente, in altri termini una strategia di sviluppo sostenibile.

L’azienda sostenibile quindi non è semplicemente un buon cittadino (ad esempio perché investe rilevanti risorse in attività di sostegno al volontariato) ma è un buon capitalista. Inoltre, se la CSR è generalmente interpretata come il risultato di pressioni esterne, da parte della società e degli stakeholder, la sostenibilità invece deriva da un processo di evoluzione interno, che ridisegna la missione e la strategia dell’azienda ed il suo modo di comunicare coi diversi portatori di interesse, non solo clienti, fornitori e banche.

Se poi consideriamo che  negli ultimi anni si è registrato un notevole ed esponenziale aumento delle persone e consumatori che accedono e scambiano informazioni utilizzando la rete ed i social media, non possiamo trascurare il fatto che sui social media i comportamenti e le scelte strategiche operate dalle aziende sono costantemente valutate da clienti attuali e potenziali di tutto il mondo.

Ora più che mai, le aziende si trovano ad affrontare una pressione competitiva per integrare nuove idee e voci nel proprio operato, dimostrando le ricadute che le proprie azioni hanno verso la comunità di riferimento.

In questo contesto, le controversie sulle operazioni aziendali, così come le azioni positive possono essere amplificate dalle organizzazioni della società civile internazionale o anche da singoli cittadini, aumentandone la visibiltà e l’impatto sulla reputazione e sui profitti aziendali.

Ecco perché parlando di Sostenibilità focalizziamo l’attenzione su nuovi modelli di business che fanno dell’efficienza nell’uso delle risorse, a tutti i livelli (economico, finanziario, umano, ambientale) una precisa strategia aziendale che ha lo scopo di creare profitto ( e quindi valore per gli Azionisti) e, al contempo benessere per i propri collaboratori, per la società in cui operano in termini di difesa delle disuguaglianze e inclusione rispetto all’ambiente.

Questi sono gli obiettivi che ci siamo dati come team di professionisti quando abbiamo sposato il progetto Hidra Strategia, Processi, Valori, costituendo appunto la società in forma di Società Benefit, per avere “scritto nel DNA” della società la nostra Mission: accompagnare imprenditori e aziende verso una crescita sostenibile attraverso l’uso efficiente delle risorse in armonia col territorio.    

Autore:  Dott. Francesco Lagonigro, fondatore HIDRA SB

 

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Festa di inizio attività per HIDRA SB

Festa di inizio attività per HIDRA SB

Si è svolto mercoledì 24 luglio il brindisi di inizio attività di Hidra SB.

Nella splendida cornice del “Podere dell’Angelo” abbiamo avuto il piacere di intrattenere oltre 100 clienti, presentando il team di professionisti che ruotano attorno a HIDRA capitanati dal socio fondatore Francesco Lagonigro.

L’evento è stato piacevolmente anticipato dalla pubblicazione uscita il giorno stesso nel Messaggero Veneto.

Messaggero Veneto 24 luglio 2019

I momenti salienti della serata

  • Presentazione della nuova società: strategia, team operativo e servizi offerti.
  • Interventi dei partner esterni che collaboreranno attivamente con HIDRA.
  • Presentazione del progetto HIDRALab e raccolta argomenti di interesse
  • … e poi abbiamo fatto Festa!!!

Questo ringraziamento è rivolto a tutti i presenti, anche a chi avrebbe voluto esserci, a quanti hanno contributo alla buona riuscita della serata e a quanti credono in HIDRA e al valore delle persone che la compongono.

E’ in quest’ottica che vi anticipiamo i risultati degli argomenti più votati che saranno presto in calendario HIDRALAB!

gli argomenti HIDRALAB più votati

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